domenica 1 aprile 2012

Copertina Aprile 2012


   
               La pace non è come un’erbaccia che cresce invasiva. 
       La pace è come un giardino ben curato, ricco di 
 fiori, di profumi e di colori.
 La pace non è una pretesa superba
      La pace è amore: la pace è un dono del Signore.

                                          
        

Parole preziose - pagina 2

La “preghiera semplice” di San Francesco


Approfondite il significato delle seguenti parole chiave: «…offesaPerdono…»,
«…disperazioneSperanza…», «…tristezzaGioia…» e componete una riflessione: la
più bella verrà pubblicata sul prossimo numero!

Pagina letteraria - pagina 3

Ma è la brughiera!

Quando il mattino seguente si svegliò Mary vide che nella sua stanza c'era una giovane cameriera inginocchiata davanti al camino. La bambina rimase per qualche istante a guardarla mentre toglieva la cenere prima di accendere il fuoco, poi cominciò a spostare lo sguardo tutt'intorno a sé.
Non aveva mai visto una stanza come quella e ne era più che mai incuriosita. alle pareti erano appesi degli arazzi che raffiguravano scene di caccia, con persone vestite fantasiosamente sotto gli alberi e, sullo sfondo, castelli e torri merlate. erano raffigurati soprattutto cacciatori, cavalli, cani e dame, e Mary ebbe l'impressione di trovarsi in mezzo a loro, tra gli alberi.
Guardando fuori attraverso la finestra, poté vedere un ampio pendio senza alberi, simile ad un immenso, malinconico mare scuro.
- Che cos'è quello? - chiese, indicando il grande pendio fuori della finestra.
Martha, così si chiamava la cameriera, che si era appena rialzata, guardò a sua volta fuori, indicando:
- Quella lì? Ma è la brughiera! - rispose poi con naturalezza, come se fosse la cosa più ovvia del mondo - Ti piace?
- No, la detesto.
- Perché non sei abituata a vederla. - replicò Martha, ritornando al camino - Ti sembra troppo grande a spoglia. Ma poi vedrai che ti piacerà.
- A te piace? - domandò Mary.
- Oh, sì. - rispose Martha, mentre puliva la graticola, - Sì, a me piace. Non la trovo per nulla spoglia. Nella brughiera ci sono molte piante che mandano un gradevole profumo. In primavera, poi, la brughiera diventa anche bella e in estate ancora di più, quando fioriscono la ginestra e l'erica. tutto allora sembra che profumi di miele e si respira tanta aria fresca! Il cielo sembra così alto, ed è così azzurro... Si sentono le api ronzare e le allodole cantare. Eh! Non vorrei per nessuna ragione vivere lontano dalla brughiera!
La bambina la ascoltava stupita. I domestici che in India aveva avuto intorno non erano come lei: semplicemente obbedivano e non avevano la presunzione di parlare ai loro padroni come se fossero alla pari.
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  Dapprima non si interessò a quello che lei diceva, ma poi, piano piano, si sentì attratta dalla cordialità della ragazza.
- -Eh! Dovresti vederci tutti: - raccontò Martha - siamo dodici e mio padre guadagna soltanto sedici scellini alla settimana. Posso dirti che mia madre non ha altro per trarci su tutti. I miei fratellini si rotolano per la brughiera e lì giocano tutto il giorno. Mia madre dice che è l'aria della brughiera che li fa ingrassare: crede quasi che essi facciano scorpacciate di erba, proprio come dei cavallini selvatici| Il nostro Dickon, che ha dodici anni, ha un cavalluccio tutto per sé.
- Dove lo ha preso? - domandò Mary. - Lo ha trovato che era ancora piccolo, proprio nella brughiera. Cominciò a farselo amico dandogli qualcosa da mangiare, un po' di pane o dell'erbetta raccolta apposta per lui. Così il cavallino gli si è affezionato e lo ha seguito, lasciandosi persino montare da lui. Dickon è un bravo ragazzo e gli animali si affezionano facilmente a lui.
Mary non aveva mai posseduto un animale tutto per sé, ma aveva sempre pensato che le sarebbe piaciuto averne uno. Così lei, che prima non si era interessata ad alcuno fuorché a se stessa, cominciò a provare curiosità per questo Dickon: finalmente qualche sentimento nuovo!
             
                                       (Da Il giardino segreto  di Frances Hodgson Burnett)



La striscia di Zeb


                                                                                                                                   

Autori noi - pagina 4

La pioggia

La pioggia
è come un pianto monotono
come la foglia che ogni albero sfoggia;
È una caduta di piccoli cristalli
a forma di petali gialli
di una margherita
piena di vita.

La pioggia sopra i tetti
risveglia tutti i gatti,
che stavano davanti ai camini
coccolati dai bambini.

La pioggia è quell’acqua
che qualunque cosa sciacqua. 

                                                                                  (Rosaria)


Varie - pagina 5

                                                 
                                            A una rondine

Col tenue, ultimo raggio
del sole autunnale
tu parti in un lungo viaggio
e al volo spieghi l’ale.
L’aria tu fendi, snella,
verso stagion più bella:
lasci, debole, il nido
al freddo e al vento infido.
Non senti dunque il cuore
batterti forte in petto?
Non odi tu, d’amore,
un richiamo diletto?
Amica sei chiamata
perché torni ogni anno;
ovunque sei lodata
e grandi onor ti fanno,
ma ahimè non sono amici
quelli che i dì felici
sempre cercando vanno
e fuggono da ogni affanno!
Rondine che da lungi
porti a noi primavera,
con voce amica giungi
eppur non sei sincera.


                                                                                       (Marta Prelati)

                                                                                            

Il filo delle nostre belle tradizioni - pagina 6

Riti Pasquali in Sicilia
Trapani – La Processione dei “Misteri”

Ogni anno, il Venerdì Santo a Trapani, si vive una grande emozione, ovvero il ripetersi di una tradizione secolare che rappresenta la passione e la morte di Cristo: La Processione dei Misteri. Si tratta di 18 gruppi scultorei più due simulacri, realizzati in legno, tela e colla tra il XVII il XVIII secolo dalle fiorenti botteghe artigiane trapanesi. La processione ha origini spagnole, e fu gestita dalla Confraternita del preziosissimo sangue e successivamente dalla Confraternita di San Michele. Nel corso degli anni venne affidata alle corporazioni artigiane, le maestranze, dalle quali, nel 1974 nacque l'Unione Maestranze che è la vera macchina organizzatrice di questo splendido ripetersi di una tradizione secolare che non ha mai perso il proprio fascino nonostante i patologici cambiamenti dettati dal passare del tempo. 


Alle 14.00 in punto del Venerdì Santo, i Sacri Gruppi escono dalla chiesa barocca del Purgatorio, portati in spalla dai caratteristici "Massari" o da giovani volontari, accompagnati dal classico suono delle marce funebri intonate dalle bande musicali, per poi snodarsi lungo un percorso che tocca le principali vie della città, per quasi 24 ore e senza interruzioni. Durante la notte i Misteri percorrono le vie più caratteristiche e belle del centro storico, è stupendo vedere tutta la gente per le strade di notte con il rumore dei tamburi e in particolare delle ciaccole in sottofondo. I Misteri ti passano davanti velocemente tra una sosta e l'altra fino ad arrivare alle Barracche, è l'alba, le processioni si ricompongono, le bande ricominciano a suonare , e tra un'annacata e l'altra viene percorso l'ultimo pezzo del tragitto.
Il sabato mattina, piazza Purgatorio si riempie in crescendo, qui uno dei momenti più emozionanti della processione: L'entrata dei Sacri Gruppi nella chiesa del Purgatorio.
I misteri entrano ad uno ad uno nella chiesa accompagnati dalle bande, c'è chi piange per l'emozione, chi applaude, chi scatta le fotografie, chi prega e chi riprende il tutto con le telecamere.


Le ultime annacate, il suono delle ciaccole, ancora un altro poco e la processione termina. I consoli dei propri gruppi e i Massari accompagnati dalle bande portano i misteri dentro la chiesa, entrando e uscendo dal portone fino a quando la musica finisce. La processione sta per finire con l'emozionante entrata dell'Addolorata, ancora un'altra annacata, ancora un altro colpo di ciaccula per mettere punto all'ennesima edizione della processione trapanese, il portone si chiude e la gente se ne va per le strade piene di cera.
Il giorno dopo è Pasqua e la macchina organizzatrice dei Misteri, ovvero l'UNIONE MAESTRANZE, tra una polemica e l'altra è già  al lavoro per la processione dell'anno seguente.



La striscia di Zeb



Around the world - pagina 7

Riti Pasquali nel mondo

È Pasqua, culmine di sei settimane di tradizioni secolari. Un periodo inebriante in cui si fondono fede e folclore, sobrietà sacrale e pagana allegria.
Gli inglesi – che quaranta giorni prima (inizio di Quaresima) si erano allegramente riconcorsi per le vie lanciandosi frittelle – giocano ora con tutta serietà alle palline, premiando il campione con la birra migliore. Negli Stati Uniti migliaia di abitanti di New York si pavoneggiano nei loro vestiti della festa partecipando alla “Easter Parade”, la grande sfilata di Pasqua.

In Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca, è tradizione che i giovani innaffiano d’acqua le ragazze. Ed in Austria si tagliano i rami e si incoraggiano i festaioli a percuotere (ma delicatamente) gli amici sulle spalle per augurar loro buona salute e fortuna.
In cima ai colli ardono allegri falò e dalle cucine escono pasticcini tradizionali di ogni tipo, dalle torte aromatizzate con spezie ai divertenti fantocci di marzapane, dalle specialità di cioccolato ai fantasiosi dolci tradizionali.



In tutto questo vestirsi a festa, divertirsi, gozzovigliare, pregare insieme, si perpetua l’eterno rito della primavera e della Pasqua per il rinnovamento della vita e la rinascita dello spirito.

Scienza che passione - pagina 8

Le meraviglie del carbonio

Per cominciare quasi tutti gli oggetti che tocchiamo, usiamo o vediamo contengono carbonio. Tutti i tessuti viventi, sia vegetali sia animali, sono formati da composti del carbonio.
Le piante verdi assorbono carbone dall’aria sotto forma di anidride carbonica (CO2) e con la fotosintesi lo introducono in complessi composti; gli animali mangiano i vegetali e il CO2 ritorna nell’atmosfera attraverso l’aria espirata dagli animali. Quando animali e vegetali muoiono i processi di putrefazione liberano il carbonio contenuto nei loro corpi. Composti del carbonio si trovano anche nello spazio. Ne contengono le stelle, i pianeti, i meteoriti e la polvere cosmica. A proposito di meteoriti, gli scienziati una volta si chiedevano se i composti di carbonio ivi contenuti potessero fare ipotizzare l’esistenza di organismi viventi in qualche luogo dello spazio.
La vita terrestre è basata sul carbonio. Pertanto è probabile che anche su altri pianeti la vita (se c’è) sarebbe basata sul carbonio, questo elemento chimico tuttofare.

                                
                                    (Liberamente tratto da un articolo di Ugo Seris su La Voce)


                                                              
La striscia di Zeb                                     
                                                              

Suoni, immagini e passeggiate intelligenti - pagina 9

Concerto d’archi: immagini, sensazioni, fantasie

Ieri nell’aula magna della nostra scuola abbiamo visto un concerto di musica classica. E stato un quartetto eccezionale perché con due violini, una viola e un violoncello hanno suonato pezzi che sono stati scritti per grandi orchestre.
Esso è stato organizzato dalla professoressa di musica. I pezzi che hanno suonato sono stati bellissimi: aria dalla Suite n°3 in RE maggiore di J. S. Bach; Piccola serenata notturna (primo movimento: allegro) di W. A. Mozart; Quartetto n°5 in SOL maggiore (primo movimento: allegro) di F. J. Haydn; La primavera da Il cimento dell’armonia e dell’inventione di A. Vivaldi e infine a sorpresa la colonna sonora di Titanic. E’ stato bellissimo, infatti tutti hanno applaudito con entusiasmo. Il quartetto si chiama “Quartetto Haydn”.
Questo concerto me lo ricorderò perché è stato il più bello che ho visto e spero che la preside ne organizzi un altro.


                                                                          Mariangela

We love pets - pagina 10

Birillo

Nel mio palazzo, al quinto piano vive un dolcissimo cagnolino di nome Birillo. È un cane di razza, originario della Scozia, che si distingue per il lungo e folto pelo bianco e per un carattere gioioso e tutto pepe. Ha una coda dritta che ondeggia di qua e di là, in sincronia con il movimento delle zampe, le orecchie rizzate ed il naso pronto a fiutare qualche odore interessante. Fa compagnia alla sua padrona, la signora Giovanna. Qualche volta li vado a trovare e passo delle intere giornate a giocare con lui. Tra di noi si è instaurato subito un certo feeling, infatti quando entro dalla porta mi fa tantissime feste: salta appoggiandosi alle mie gambe, scodinzola e abbassa le orecchie dalla felicità. Gli piacciono i pupazzetti che suonano e gli ossi. Quando si scatena è difficile fermarlo: quel cagnolino dall’aria innocente si trasforma in un diavoletto che sguscia via ad una velocità impressionante. È un cane così vivace che mette allegria a tutti coloro che lo incontrano e se mai ne avrò uno spero che sia proprio come Birillo.


                                                                                                Sonia


La striscia di Zeb